giovedì 9 agosto 2018

Alla deriva

Invitiamo i nostri lettori a sostenere la campagna di crowdfunding destinata al progetto di informazione indipendente ideato da Duccio Facchini e finalizzato alla realizzazione del libro "Alla deriva"  - I MIGRANTI, LE ROTTE DEL MAR MEDITERRANEO, LE ONG: IL NAUFRAGIO DELLA POLITICA, CHE NEGA I DIRITTI PER FABBRICARE CONSENSO

In questo momento di grande smarrimento politico ed etico , Altreconomia ha in cantiere un libro prezioso, che va oltre la cronaca dei naufragi nel Mediterraneo, ma affronta con una visione ampia i temi di più stretta attualità - migrazioni, Ong, normative, accoglienza -  e fornisce al lettore gli elementi per capire che cosa sta succedendo in Italia e in Europa. Il tema dei migranti è infatti sempre più decisivo nell’orientare il voto dei cittadini: "Alla deriva" è uno strumento chiaro e sintetico per comprendere ciò che accade nel Mare Nostrum , ma anche nelle nostre coscienze e nella nostra cultura.
I CONTENUTI 
“Alla deriva” è un libro che mette a tacere gli slogan dei politici e le fake news per far parlare invece i fatti, i numeri silenziosi, le testimonianze dirette: offre al lettore prima di tutto un’ overview sintetica del fenomeno migratorio a livello globale e una mappa delle principali rotte verso l'Europa; racconta, attraverso testimonianze dirette, che cosa sono i viaggi in gommone o in barcone nel Mediterraneo; smentisce le bufale sull’“invasione” e la “sostituzione etnica”; affronta il tema dei salvataggi in mare , il ruolo delle Ong e le ambigue inchieste a loro carico; traccia un quadro del sistema dell’ Unione Europea , delle sue normative e del futuro che si prefigura; fotografa la situazione della Libia , Paese in cui l’Italia - che vi ripone notevoli interessi economici - blocca o rimanda i migranti nonostante la terribile situazione dei diritti umani; descrive infine la cosiddetta “pacchia”, analizzando la condizione giuridica e sociale dei richiedenti asilo e degli stranieri in Italia.
I CONTRIBUTI 
Accanto al lavoro del giornalista Duccio Facchini (vedi oltre) numerosi, importanti contributi e testimoniane dirette di studiosi, avvocati, giuristi, medici, attivisti (vedi oltre). Gianfranco Schiavone(presidente di ICS); Luigi Montagnini (Medici Senza Frontiere); Giovanna Scaccabarozzi (medico sulle navi delle ONG); Riccardo Gatti (ProActiva Open Arms); Chiara Favilli (Professore di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Firenze); Anna Brambilla (avvocato di ASGI) e altri. Introduzione del direttore di Altreconomia, Pietro Raitano.
IL SENSO DEL LIBRO 
Ma soprattutto il libro spiega perché espressioni come la “crociera”, i “vice- scafisti”, i “taxi del mare”, le “Eurofollie” non siano solo parole in libertà ma carburante per la macchina del consenso elettorale . Oggi infatti, come spesso capita dopo anni di crisi, disoccupazione e precarietà , unapolitica incapace di comprendere e governare le complessità fa leva sul malessere e sulla disinformazione delle persone per fomentare l’odio sociale e raccattare voti sulla pelle dei migranti , capro espiatorio indicato come causa di ogni male. Una strategia politica e mediaticache sta cambiando non solo la composizione dei Parlamenti, ma anche la cultura europea, passando dall’accoglienza al rifiuto dall’integrazione alla discriminazione .
LA CITAZIONE: 
“Per i clandestini la pacchia è strafinita”. (Matteo Salvini - ministro dell’Interno del Governo italiano).
L'OBIETTIVO: 
L'obiettivo di questa campagna è sostenere la realizzazione del libro. Una volta raggiunto l'obiettivo la campagna proseguirà per aumentare la tiratura e la diffusione del libro.
Questo il link al quale potete trovare tutte le informazioni per la raccolta fondi: https://www.produzionidalbasso.com/project/alla-deriva/

lunedì 30 luglio 2018

E dopo la festa irrompe la storia

E dopo la festa per la caduta del fascismo, che sull’aia di Casa Cervi vede i brindisi, i sorrisi, gli abbracci felici, mentre nella campagna, animata di improvvisati comizi, i contadini e i braccianti corrono “alla cerca di tutti i ritratti di Mussolini, dei fasci, delle scritte” (cit. Alcide Cervi, I miei sette figli) per eliminarli a picconate, arriva la disillusione e irrompe la storia: la guerra continua.
E continua anche la repressione contro gli antifascisti, disegnata nelle sue modalità operative dalla circolare firmata dal generale Roatta che, 27 luglio ’43, detta la linea per affrontare (e stroncare) le giubilanti manifestazioni delle piazze antifasciste: “siano assolutamente abbandonati i sistemi antidiluviani, quali i cordoni, gli squilli, le intimidazioni e la persuasione... i reparti devono assumere e mantenere grinta dura... si apra il fuoco a distanza anche con mortai e artiglieria, senza preavviso di sorta, come se si procedesse contro truppe nemiche, non è ammesso il tiro in aria, si tiri sempre a colpire come in combattimento” (cit. Giorgio Rochat, Le guerre italiane).
L’ordine del generale Roatta, già criminalmente distintosi nei Balcani occupati per la ferocia della guerra antipartigiana e della rappresaglia sui civili, è un rullio di tamburo su una unica nota: “immediatamente passare per le armi”.
Deve morire “chiunque anche isolatamente compia atti di violenza e ribellione”. Deve morireil militare che compia il minimo gesto in solidarietà con i perturbatori dell’ordine pubblico”.

domenica 1 luglio 2018

Laboratorio "Homo Migrans"



Comitato Provinciale di Pavia








LABORATORIO
“HOMO MIGRANS”
realizzato da Progetto Con-Tatto
membro di RTI Muro Maestro Ente Gestore SPRAR Pavia
in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Pavia e Progetto SPRAR PAVIA


Questo laboratorio mira a scomporre ed esplorare le migrazioni e i concetti di viaggio, identità e appartenenza; attraverso l'analisi delle rotte migratorie, gli alunni saranno condotti a scoprire quali sono le ragioni che spingono uomini e donne a lasciare la propria casa, i propri affetti e tutto quello che è parte della propria storia personale per approdare in una terra sconosciuta e lontana, scegliendo anche di percorrere tragitti di terra o di mare impervi e pericolosi.
Gli alunni avranno dunque la possibilità di analizzare le esperienze migratorie che stanno caratterizzando i nostri tempi modificando gli assetti politici europei, e comprendere le tappe del percorso di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Obiettivi specifici di apprendimento e formativi:
  • Facilitare la comprensione dei fenomeni migratori e degli aspetti legati all’interculturalità;
  • consolidare i percorsi di educazione interculturale e di educazione alla cittadinanza mondiale;
  • favorire la conoscenza di paesi, culture e lingue differenti;
  • conoscere il sistema di accoglienza e protezione dei richiedenti asilo e rifugiati presente sul territorio provinciale (Progetto S.P.R.A.R.).

giovedì 21 giugno 2018

Il censimento dei rom è legale?


Ricordando che "la costruzione ad arte del nemico" è una scelta politica ed ideologica, uno strumento potente delle politiche nazionaliste e sovraniste, parenti strette del nuovo fascismo, proponiamo l'articolo pubblicato da la rivista Internazionale in data 18 giugno 2018.


Il 18 giugno il ministro dell’interno Matteo Salvini ha annunciato un censimento su base etnica dei rom in Italia, suscitando molte critiche, ma raccogliendo anche molto consenso nell’opinione pubblica in un paese in cui l’antiziganismo, cioè il discorso di odio verso i rom, è molto diffuso. Il ministro del lavoro Luigi Di Maio ha subito preso le distanze dal suo alleato di governo e ha detto: “Se è incostituzionale, non si può fare”.

Mentre Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, ha chiarito che “una schedatura su base etnica è vietata in Italia”, Salvini su Twitter ha ribadito la sua volontà di andare avanti con il progetto, su cui i funzionari del ministero starebbero già lavorando.

Molti politici e analisti hanno sottolineato che il censimento di un gruppo di persone, in base alla loro etnia, evoca pagine nere del passato, come la circolare dell’8 agosto 1926 quando il ministro dell’interno del governo guidato da Benito Mussolini ordinò “l’epurazione dal territorio nazionale delle carovane di zingari”, oppure la schedatura degli ebrei che ottant’anni fa coincise con
l’approvazione delle leggi razziali. In una sola frase, insomma, il ministro dell’interno ha espresso tre concetti controversi: la possibilità di fare un censimento su base etnica, l’espulsione dei rom irregolari e il discorso discriminatorio verso i rom italiani.

Le norme violate
Il censimento su base etnica dei rom è contrario innanzitutto all’articolo 3 della costituzione italiana che stabilisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Inoltre viola una serie di norme internazionali tra cui: gli articoli 6-7-8 della direttiva europea sui dati personali, in particolare l’articolo 7 che stabilisce che è vietato “il trattamento di dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica”. La schedatura è contraria inoltre agli articoli 8 e 15 della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu).

giovedì 14 giugno 2018

L'antibellicismo nel pensiero di Giacomo Matteotti

Pubblichiamo i testi degli interventi al convegno sul pensiero di Giacomo Matteotti del 30 maggio scorso, tenutosi presso l'Almo Collegio Borromeo di Pavia, curato da Jaka Makuc.

Il primo intervento è di Vittorio Poma, presidente della Provincia di Pavia.


"Chiedo scusa a tutti per la mia assenza, dovuta a un impegno di lavoro cui non ho potuto sottrarmi. Ma, per il mio sentire, la iniziativa, maturata in questi mesi, di cui Annalisa mi ha raccontato il profilo e l’impostazione, è davvero troppo coinvolgente per non suscitare il desiderio di mandarvi almeno il mio saluto e l'augurio di buon lavoro.
Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l’autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l’intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo….”.
Mentre le interruzioni da destra continuano, e, di momento in momento, crescono in protervia, Giacomo Matteotti si avvia a concludere.
Sarà questo il suo ultimo intervento parlamentare.
Esso suona come l’estremo addio al popolo italiano cui, proprio nelle ultimissime battute, Matteotti si rivolge mandando il proprio “alto saluto” e rivendicandone “la dignità” [cit. “al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità”], in esatto contrappunto al berciare scomposto dello squadrismo criminale.
Ecco, io credo che oggi, in questa stagione lacerata, in questo Paese che rischia la frattura, sia di particolare efficacia ritornare con il pensiero al pensatore socialista e lavorare – lo chiedo ad ANPI così come lo chiedo agli insegnanti presenti e a tutti gli studenti – non solo sulla storia e sulla memoria del parlamentare socialista. Ma lavorare sul lessico del parlamentare ucciso dai sicari di Mussolini; lavorare sulle sue parole. Parole quali “dignità”. Parole quali “ragione morale”; in qualche misura più pregnante e più forte della parola “libertà” – che pure implacabilmente innerva il pensiero del parlamentare di Fratta Polesine, che, apostolo dei braccianti della sua terra, si pone come punto di riferimento teorico importante nel pensiero politico del ‘900.
Un ringraziamento particolare ad ANPI, all’Almo Collegio Borromeo e a Jaka, narratore di una storia che non vogliamo dimenticare."

martedì 5 giugno 2018

Concorso "Alla scoperta della Resistenza" - IV edizione 2018


La nostra sezione territoriale di Varzi - 51° Brigata “A. Capettini”, ha concluso il 2 giugno nella Sala del Consiglio comunale la IV edizione del concorso letterario “Alla scoperta della Resistenza”. Nato con l’obiettivo di tenere viva la Memoria collettiva e diffondere la conoscenza dei luoghi e delle testimonianze della Resistenza presenti sia nel territorio sia nel resto del Paese, quest'anno si è individuato il tema «Esercizi di Memoria» con l'intento di favorire la scoperta e il ricordo di luoghi, segni, persone e azioni della Resistenza, al fine di facilitare la comprensione e l’approfondimento di un movimento storico determinante nella costruzione della Democrazia e della Costituzione repubblicana.

Tra i numerosi elaborati e racconti di pregio pervenuti, sono stati premiati:

per la sezione A - alunni scuole medie:
1° premio all'opera “Frammenti di Memoria” di Chiara Bruni e Carolina Paduraru dell'Istituto comprensivo Ferrari di Varzi;
2° premio al racconto “La Resistenza di Felice” di Andrea Luigi La cognata – dell'Istituto Comprensivo Ferrari di Varzi:
3° premio assegnato a “Fratelli nella notte a modo nostro” delle classi 3° A e B scuole medie Pallavicino di Cortemaggiore – Piacenza.
Per la sezione B - alunni scuole superiori:
1° premio alla poesia “L'ultimo fiato” di Luca D'Agostino, frequentante il liceo De' Liguori di Acerra, Napoli;
2° premio assegnato all'opera “Come sempre” di Vera Lazzaro, alunna del Liceo Classico Domenico Cotugno, L'Aquila;
3° premio all'opera “Memorie di un combattente” degli alunni dell'Istituto IPSIA di Varzi.
Per la sezione C - adulti:
1° premio assegnato a “La lettera” di Luca Bucciantini, Livorno;
2° premio al racconto “Una storia dimenticata” di Marirosa Di Stefano, Pisa;
3° premio pari merito a “La guerra partigiana di Guerrino Moretti, friulano” di Dario Snaidero, Roma:
e alla poesia “Il volto della guerra” di Antonio Damiano, da Latina.





lunedì 21 maggio 2018

La morale nella politica. Considerazioni intorno al pensiero pratico di Giacomo Matteotti


Ricordando l'iniziativa "L'antibellicismo nel pensiero di Giacomo Matteotti", del giorno 30 maggio 2018 alle ore 11:00 nella Sala Affreschi del Collegio Borromeo, in collaborazione tra ANPI Provinciale e Almo Collegio Borromeo, pubblichiamo il contributo di Jaka Makuc alla riflessione sul pensiero di Giacomo Matteotti.


Giacomo Matteotti non fu mai un teorico della politica; non lo fu, e fu sempre orgoglioso di non esserlo mai stato. Nel ritratto che ne tracciò, Piero Gobetti seppe cogliere in profondità questo aspetto della cultura politica del deputato socialista:
Non ostentava presunzioni teoriche: dichiarava candidamente di non aver tempo per risolvere i problemi filosofici perché doveva studiare bilanci e rivedere i conti degli amministratori socialisti. E così si risparmiava ogni sfoggio di cultura. Ma il suo marxismo non era ignaro di Hegel, né aveva trascurato Sorel e il bergsonismo[1]. 
Questa osservazione di Gobetti è importante: essa ci rammenta, infatti, che l’agire politico di Matteotti, benché improntato a un praticismo d’efficienza, a una infaticabile ─ a tratti ossessiva ─ analisi del dato giuridico ed economico, presupponeva una formazione teorica rigorosa, alla cui robustezza e ricchezza Matteotti tenne sempre moltissimo.
Matteotti (1885-1924) si considerava un «turatiano, riformista e gradualista»[2]: dopo la formazione socialista avvenuta sotto l’influenza di Badaloni nelle campagne del Polesine, si avvicinò al riformismo di Turati, con cui si legò in una profonda amicizia che travalicava il sodalizio politico. Il suo socialismo fu tuttavia diverso da quello del maestro: «un riformismo anomalo anche rispetto a quello di Filippo Turati, più pedagogico che politico […]»[3]. Durante la sua attività amministrativa prima e parlamentare poi, Matteotti seppe distinguersi per l’eccezionale capacità organizzativa e l’impegno costante nella lotta politica:
Dunque non uomo di corrente o di fazione, ma portavoce di volontà e di energie esperimentate nella diuturna opera organizzativa e nei luoghi di lavoro, e mai come in quel momento pronte e disponibili per azioni di massa. Egli non sottovalutava l’importanza delle questioni dottrinarie, ma le vedeva indirizzate a un fine concreto, limitato nel tempo e il più possibile di pratica attuazione. La dottrina per la dottrina non lo interessava […][4].